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Come scegliere il migliore casco per arrampicata

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Cos’è ¦ Tipologie ¦ Certificazioni ¦ Sceglierlo ¦ Durata
Se in Italia c’è un campo dell’attrezzatura da arrampicata poco approfondito dagli sportivi, di sicuro è quello dei caschi. In Italia si usa troppo poco il casco da arrampicata, un accessorio senza il quale non si dovrebbe neanche andare alla falesia o in palestra!

Cos’è il casco da arrampicata.  (Indice)
Il casco da arrampicata è un copricapo espressamente studiato, progettato e soprattutto testato per proteggere la testa di chi scala o fa sicura e salvargli la vita o le funzioni cerebrali. Non è un casco da bici senza la visiera, non è un casco a scodella da scooter e non ha niente a che fare con una protezione per arti marziali. Esso protegge dalla caduta di sassi e rinvii dall’alto e dall’impatto contro la roccia o i pannelli.
Il suo ruolo nell’arrampicata è insostituibile e indispensabile.

Tipologie di caschi da arrampicata.  (Indice)
Le principali tipologie di caschi da arrampicata sono a sospensione e in polistirene. A questi si aggiunge la tipologia di caschetti ibridi.
Caschi a guscio sospeso. Questi caschi ricordano alla lontana i caschi da cantiere. Un guscio esterno (shell) in materiale molto resistente è sostenuto da un sistema di stringhe plastiche o tessili che si adattano alla testa ma tengono la shell separata. Vi è quindi uno spazio tra la parte del caschetto che poggia sulla testa e la parte esterna che effettivamente subisce l’urto. Questa tipologia di caschi da arrampicata assorbe l’impatto per deformazione elastica: si deforma poi torna alla posizione originale – un po’ quello che succede quando diamo un pugno ad un tavolo.
I caschi a guscio sospeso offrono davvero una forte protezione – in particolare da impatti verticali, come quelli che si subiscono facendo sicura – e hanno una durata nel tempo eccezionale. Sono più pesanti dei loro simili in polistirene, ma l’utilizzo di nuovi materiali sta sempre riducendo questo piccolo gap.
Esempi di caschi a calotta sospesa su Amazon ed eBay.
Salewa Toxo 2.0 Edelrid Ultralight C.A.M.P. Rockstar

Caschi in polistirene. Gira voce che il polistirene sia un materiale diverso dal polistirolo, ma è una balla: polistirolo e polistirene sono lo stesso derivato dello stirene, quello che cambia è che può essere estruso (in genere lo si chiama polistirene) o espanso/a palline (in genere detto polistirolo). Questi caschi sono costituiti da una calotta di polistirene direttamente a contatto con la pelle, spessa qualche centimetro, ricoperta da un sottile guscio esterno di policarbonato. Questi caschi assorbono l’impatto con deformazione plastica, quindi la reazione di questi caschi è rompersi. Può sembrare un controsenso, ma non lo è: al momento dell’impatto questi caschetti si rompono al posto della testa che li porta, assorbono l’urto e lo disperdono frantumandosi. La loro deformazione a seguito di un impatto è permanente.
Questi caschi da arrampicata son più economici e secondo alcuni proteggono meglio dagli impatti laterali e posteriori (ma i test a cui sono soggetti sono i medesimi, quindi, anche vedendo i nuovi modelli in commercio, mi pare un pregiudizio “da marketing”), costano di meno ma sono senza alcun dubbio meno durevoli, anche perchè subiscono i raggi UV, che sono ben capaci di dimezzarne la vita a cinque anni.
Esempi di caschi in polistirene su eBay e Amazon.

Salewa Helium 2.0 Petzl Meteor C.A.M.P. Speed

Caschi ibridi. Sono caschi da arrampicata che uniscono le caratteristiche di entrambe le tipoligie precedenti. Hanno la calotta sospesa ma anche una corona di polistilene che ripara ulteriormente tempie, fronte e retro della testa. Forse sono quelli che offrono maggiore protezione poichè uniscono i vantaggi di entrambe le tipologie precedenti, peccato che in commercio ne esistano per adesso pochi modelli.
Alcuni esempi di casco ibrido su aBay.

Petzl Altios Edelrid Targa Petzl Elios

Caschi da arrampicata per bambini. Per i bambini vengono studiate forme e dimensioni apposite e i caschi da arrampicata loro dedicati sono in genere più vivaci nei colori ma anche molto efficaci, in proporzione a volte più che per gli adulti. Io consiglio di prenderglieli sempre con calotta sospesa o ibridi, perchè i bambini – giustamente – non pongono molta attenzione a come gli urti possono danneggiare un casco: è fatto contro gli urti, quindi deve resistere a tantissimi urti. Questo è in genere il loro modo di vedere, e in fondo è molto logico, quindi tanto vale dargli ragione ed evitare i caschi in solo polistirene.
Esempi caschi per bambini con shell sospesa e ibridi.

Salewa Toxo bambino Petzl Picchu Mammut

Certificazioni.  (Indice)
I caschi da arrampicata sono soggetti a certificazioni di qualità. La certificazione basilare è quella CE, a cui si può aggiungere quella UIAA (Union Internationale des Associations d’Alpinisme). Quello che cambia sono i limiti di tolleranza.
Il test che devono superare comporta tre prove e quindi tre caschi.
Impatto dall’alto: posto il caschetto su un manichino che simula testa e collo, si lascia cadere dall’altezza di 2 metri un peso di 5 Kg.
Impatto laterale, frontale, posteriore: inclinato il casco di 60° si fa cadere un percussore da 5 Kg dall’altezza di 50 Cm.
Penetrazione: un percussore conico da 3 kg, con punta di 0,5 mm, è fatto cadere sul caschetto da due metri d’altezza. Può penetrare nel casco ma non deve toccare il manichino.

Quello che viene misurato è la forza esercitata sul collo, non sul casco. Secondo i Parametri CE, il limite è 10 Kn, quasi1020 Kg, mentre per la certificazione UIAA è 8 Kn, circa 816 Kg, quindi i parametri più rigidi li ha la certificazioe UIAA, e non tutti i caschi la ottengono.

Scegliere il casco da arrampicata.  (Indice)
L’uso che se ne dovrà fare è fondamentale per sapere che tipologia di casco scegliere. I consigli che si possono dare sono assolutamente generici e in fin dei conti la scelta è a piena discrezione di chi acquista. In termini molto generali:
Arrampicata alpina: si preferiscono caschi a guscio sospeso, perchè più resistenti, offrono più riparo, vestono un po’ meglio con passamontagna e cuffie. Anche i caschi ibridi hanno un buon successo. Molti modelli in polistirene risultano ugualmente pratici, solo meno durevoli. Assolutamente deve avere l’aggangio portalampada e una lampada che incastri. Non bisogna mai avviarsi in montagna senza lampada frontale!
Alcune lampade frontali di alta qualità, su Amazon.

Petzl Tikkina Coleman Axis Black Diamond Gizmo

Arrampicata sportiva in falesia o palestra: si preferiscono i caschi in polistirene perchè più leggeri – cosa non si farebbe per essere più leggeri e aumentare di grado! Inoltre a volte sono un pochetto più ventilati e tornano comodi nelle falesie al caldo.
Queste però non sono affatto regole rigide! Una cosa che a volte si fa in falesia è prendere due caschetti ben regolabili e che stanno ad entrambe le persone, uno in polistirene e uno a guscio rigido, che poi ci si scambia: chi sale usa quello in polistirene, chi fa sicura il casco a guscio. Va comunque detto che ormai i modelli di entrambi i tipi sono leggeri e comodi.
Uso sul ghiaccio: vista la grande quantità di detriti che possono cadere in una sola volta e le dure condizioni, è decisamente più indicato un casco a guscio sospeso o un ibrido.
La prova del guanto. Il casco da arrampicata si deve adattare perfettamente alla testa che lo indosserà, e deve risultare comodo, non raschiare il collo, sbattere sullo zaino o ostacolare la visuale, altrimenti verrà regolarmente dimenticato a casa o in macchina. Il subconscio sbrigherà il lavoro sporco per voi.
Per vedere se calza bene, innanzitutto bisogna indossare il casco da arrampicata ben dritto sulla testa, col cerchio anteriore ben messo sulla fronte, senza inclinarlo all’indietro come i tamarri sugli scooter: diventa più pericoloso che utile. Se il modello è regolabile, sistemare la dimensione generale poi, senza mettere il sottogola, scuotere la testa di lato: se rimane dov’è e in ordine, ha superato la prima prova.
Dopo questo, allacciare il sottogola. I laccetti devono fare una Y attorno alle orecchie priva di allentamenti, devono permettere di respirare senza problemi e non irritare. Se è tutto ok, il caschetto ha superato anche la seconda prova. Consiglio di non trascurare questo aspetto: quando il sottogola è fastidioso, torna alla carica il subconscio e dimentichiamo il casco a casa.
Come terza prova, una volta ben allacciato guardare in tutte le direzione e controllare se ostacola la visuale o raschia la pelle (anche se ormai sono decisamente ben studiati).
Se lo si compra per alpinismo, è bene controllare se – e nel caso come – tocca lo zaino che porteremo in spalla e se ci impedirà di guardare in alto.
Un’altra cosa a cui bisogna prestare attenzione, specie per l’uso invernale, è assicurarsi che si indossi bene con la cuffia o il passamontagna che useremo: è bene fare delle prove indossandoli.
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Marmot – Super Hero
Vaude Alpine Storm Berghaus

Durata e precauzioni.  (Indice)
La durata dei caschi non ha una regola fissa e certa, ma ci sono alcune buone norme per valutarla e prassi per prolungarla.
I caschi a guscio sospeso durano molto a lungo (se ben trattati). All’interno, bisogna prestare attenzione ai laccetti interni e alle linguette di regolazione: quando qualcosa risulta troppo deformato o rovinato, è bene sostitutire il casco. Idem se la shell si rompe o fila.
I caschi in polistirene durano molto meno dei caschi a guscio sospeso, ossia circa dieci anni dalla produzione o addirittura cinque se si arrampica spesso (una o due uscite settimanali). non bisogna lasciarsi ingannare dall’aspetto: i raggi UV lo danneggiano anche se non si vede niente e il materiale diventa molto meno sicuro. Se il casco si fila, è bene sostituirlo. Se dopo una caduta o un colpo pensiamo “senza il casco mi sarei fattoa male”, è il caso di sostituirlo.
I caschetti ibridi durano più dei caschetti in polistilene ma comunque meno di quelli a guascio sospeso, perchè l’interno, per quanto al riparo (in parte) dal sole diretto, decade comunque.
In tutti i modelli, se i laccetti laterali si rompono, scuciono o si sfilacciano, oppure si rompono le clip di chiusura, ugualmente è il caso di sostituire il casco, anche se ormai ci siamo affezionati, con qualcosa di più sicuro per la nostra testa. Ovviamente è sempre da sostituire se visibilmente danneggiato.
Una buona prassi per custodire bene il casco è metterlo nel borsone avvolto da solo in qualcosa di morbido. In particolare nei caschi in polistirene è da evitare la prassi comune di metterci dentro – per risparmiare spazio – moschettoni o kit di prontosoccorso, perchè è il modo migliore di rovinarli, come pure infilarli nel fondo del borsone e senza proteggerli.
Un’altra pessima prassi è qello di tenere materiale – spesso kit di primo soccorso – nell’incavo dei caschetti da arrampicata a guscio sospeso. È facile intuire come non sia una cosa consigliabile, anche se si tratta di materiale morbido: si “avvicina” la calotta al cranio e non si fa altro che rendere più probabile una pressione diretta sulle ossa e rendere meno efficiente il sistema di dispersione dell’energia dell’impatto.
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