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Parka ed Eskimo

Cosa sono i parka e gli eskimo (Indice)

Parca cos'è come sceglierlo
Ecco due esempi di parka, Maneor su Amazon e Giosal. Sono molto diversi, ma entrambi parka.

Cosa sono I tipi di parka Costruzione
Caratteristiche del
buon parka
Parka per
differenti climi
Le imbottiture
dei parka

Il parka è una giacca lunga fino alle ginocchia, con maniche, cappuccio, tasche, chiusura frontale e almeno idrorepellenza del tessuto esteriore. Si tratta da sempre di uno dei più semplici ed efficienti mezzi per affrontare e sopravvivere agli inverni più rigidi, perchè la sua capacità di tenere caldo un corpo, in virtù della sua forma e dei materiali in cui erano fatti i primi esemplari – pelliccia – è eccellente.

Parka donna Maneor
Parka Meaneor su Amazon, per donna

L’eskimo è simile al parka, ma si distingue per il pellicciotto nel cappuccio, spesso staccabile, il fatto che il tessuto esterno è in semplice tela non impermeabile, e che i materiali non consentono di raggiungere le stesse temperature dei parka. Per entrambi abbiamo una tradizione di colori militari e mentre il parka è stato reso famoso dall’esercito americano, l’eskimo lo è perchè era di moda tra i sessantottini (anche perchè era economico e caldo allo stesso tempo). Inoltre, se lo si sceglie verde militare basterà mostrarlo per farsi dire che non è originale del ’68 o dei ’70 e farsi seppellire di ricordi nostalgici da chi l’ha indossato nell’epoca passata, ma ad una festa con del vino sarete i benvenuti.
Il loro scopo è offrire una protezione quasi integrale dagli elementi. Il modo in cui sono realizzati i parka / eskimo moderni, come vedremo, spesso deriva da una evoluzione degli altri tipi di giubbotto. Per comodità tratterò entrambi con lo stesso nome di parka, poichè, a meno che non arrivi un’ondata di revanscismo tessile, oramai la distinzione è fatta davvero raramente e sotto la dicitura parka compaiono sia parka che eskimi.

I tipi di Parka. (Indice)

I parka moderni hanno decine di declinazioni e variabili, per via di materiali, tagli e accessori, ma principalmente conviene dividerli in due categorie:

  1. shell;
  2. parka imbottiti.

I parka shell sono dei capi con le caratteristiche del parka ma non imbottiti, dotati al massimo di una fodera interna, che hanno lo scopo di proteggere da vento e pioggia, ma non di riscaldare. Sono ottimi per la città e hiking in zone piovose ma non fredde. Possono essere in Gore-Tex o altri tessuti impermeabili ma traspiranti, a volte solo idrorepellenti, altre volte, specie quelli da città, sono antivento ma non impermeabili.
I parka imbottiti invece servono ad offrire una protezione a tutto tondo: dall’acqua, dalla neve, dalle raffiche di vento, dal freddo. Questi li possiamo dividere in parka in piumino, parka 3 in 1, parka in pelliccia ecc. È tra questi che troviamo i capi più caldi e quelli più tecnici. I prezzi aumentano ma pure la protezione che offrono cresce esponenzialmente.

Costruzione. (Indice)

Abbiamo già detto quanto basta del parka shell, per i quali altrimenti ci vorrebbe un capitolo differente per ogni tessuto. Vediamo in generale quelli imbottiti.

Parka in piumino trapuntato.

Parka in piumino donna Mountain Hard Wear Nitrous Hooded Down Parka
Parka in piumino di altissima qualità Mountain Hard Wear Nitrous su Trekkinn

La costruzione in piumino trapuntato, come quella del Patagonia Fiona, è la più semplice, la più diffusa, quella dalla fabbricazione più veloce ed economica. A parità di materiale di imbottitura, questi parka sono i più leggeri in termini di peso, il prezzo è spesso più contenuto, le cuciture inoltre permettono una varietà di fantasie nel disegno e li rendono ogni anno alla moda. Il loro contro è che lungo le linee di cucitura l’imbottitura è compressa o assente e diventa un “cold spot”, un punto freddo, quindi, a parità di imbottitura, sono meno caldi di quelli con costruzione a scompartimenti. Sono comunque i parka in piumino più diffusi e in genere belli da vedere (per approfondimenti, vedi le variabili di scelta del piumino).

Parka in piumino a “scompartimenti”.

Parca caldo Montane Deep Cold Down
Parka Montane Deep Cold Down su Trekkinn.

Questo è il parka in piumino più tecnico perchè la sua costruzione permette di eliminare i punti freddi. Il tessuto è cucito in “stanze” o scompartimenti voluminosi, separati tra loro non dalle semplici cuciture ma da dei lembi di stoffa, quindi le cuciture non mettono in contatto la fodera e il tessuto esterno e la forma massimizza l’espansione del piumino permettendogli di isolare al meglio. Questo tipo di piumini è più difficile da realizzare, richiede più tempo e i capi costano di più, ma in concreto l’isolamento è superiore. Un esempio di parka caldissimo è il The North Face Vostok nella figura a lato, impermeabile e traspirante grazie all’eVent, ben isolante (per approfondimenti, vedi le variabili di scelta del piumino).

Il parka 4 stagioni, 3 in 1, multistrato o “investimento”.

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Parka/eskimo multistrato Scotch And Soda su Solarissport. Dotato di una semplice shell esterna e abbinato ad una giacca interna imbottita, è l’ideale dall’autunno alla primavera, per hiking e città.

A parte il numero di definizioni che gli si può dare, si tratta di un parka con una parte interna separata e staccabile, esattamente come i giubbotti tre in uno, che in virtù di questa caratteristica torna utile dall’autunno alla primavera – o estate ad alta quota. Sono un investimento perchè si fa un solo acquisto per coprirsi tutto l’anno. Per informazioni sulle giacche multistrato, vedere la pagina dedicata cliccando sul link.

Le caratteristiche del buon parka. (Indice)

È bene partire dal principio che il miglior parka non esiste, non c’è un parka migliore di tutti, ma solo parka di qualità o scadenti, parka migliori di altri per un utilizzo specifico, per materiali e manifattura (stesso discorso che faccio per il sacco a pelo).
Per fare una panoramica delle caratteristiche di un buon paka da outdoor pensiamo di doverci proteggere in temperature abbastanza rigide.

Parka USAF su AmazonCon ottime caratteristiche tecniche.
Parka USAF, su Amazon con ottime caratteristiche tecniche quali polsini termici, pellicciotto, tasche scaldamano verticali ecc.

Prima di tutto è utile che il parka sia strutturato a strati – cosa inevitabile quando è imbottito – con all’esterno una hardshell antistrappo e antivento, meglio se foderata con una membrana impermeabilizzante, oppure del poliestere antistrappo e con trattamento DWR, com’è in genere nel caso dei piumini. Nel primo caso il piumino sarà più pensante e rigido che nel secondo, ma sarà anche più resistente agli strappi e protettivo in caso di lunghe escursioni. A seconda del contesto, bisogna ponderare la scelta.
Come secondo strato – escluso quello di una eventuale membrana per l’impermeabilità – troviamo quello isolante, in piumino o in materiale sintetico come trinsulate o primaloft. Il piumino di alta qualità è il più caldo ed è traspirante, porta naturalmente l’umidità in eccesso verso l’esterno, è incredibilmente leggero, ma se bagnato non riscalda più. L’imbottitura sintetica è più economica, più pesante, riscalda meno, ma se inumidita mantiene fino all’85% della capacità di riscaldare.
Come terzo strato abbiamo la fodera interna, in genere in nylon, cotone, o altro poliestere.
Le maniche è bene che coprano integralmente il braccio senza lasciare scoperti i polsi, e per le temperature più rigide un polsino elastico nascosto nell’interno è sempre una garanzia in più, come in tutti i gubbotti tecnici per le temperatura più basse. Chiudendosi attorno al polso e stando sotto il polsino esterno, impedisce che col movimento l’aria fredda e la neve entrino e che l’aria calda si disperda.
A basse temperature, la vita deve seguire se possibile le curve del corpo e la taglia non deve essere nè troppo grande nè stretta, perchè un parka troppo grande disperde il calore troppo in fretta e uno troppo stretto comprime l’imbottitura impedendole di creare una camera di aria più calda, quindi in entrambi i casi il capo perde parte della capacità di isolare.
Il colletto è bene che sia alto e possibilmente in pellicciotto per proteggere bene il collo, altrimenti le correnti fredde ci faranno subito ammalare, e il cappuccio deve potersi stringere bene attorno al viso, in modo da avere una “camera calda” attorno alla testa in cui non può entrare corrente nel caso tiri vento forte. È bene che soprattutto il cappuccio abbia del buon pellicciotto.
Valutando un parka per basse temperature, una cosa a cui bisogna fare attenzione è la presenza di “punti freddi”, quei punti in cui la shell esterna entra a contatto con la federa interna e tra loro non si trova imbottitura. Se si devono affrontare temperature molto basse, fare attenzione alla differenza tra disegno trapuntato e box baffle.

Il parka non fa miracoli.

Se andrete nel freddo polare con un parka eccellente ma in jeans e All Star, avrete freddo comunque: il parka ripara dal freddo, non fa miracoli.

Parka per i differenti climi. (Indice)

Patagonia down. ouho Jack Wolfskin Wave Hill, su Amazon,yvuyv Colmar giavva V DUV werwe
Da destra Parka piumino per donna Patagonia, trapuntato e DWR, il Jack Wolfskin Wave Hill, su Amazon, multistrato, impermeabile antivento, e infine il Colmar giacca V DUV, piumino 90/10 con cintura e cappuccio rimovibile.

Parka per climi temperati.

I parka per temperature non molto basse, di un po’ superiori allo zero, che si hanno in regioni temperate o autunno e primavera, in genere sono quelli più semplici, dotati di shell idrorepellente/impermeabile e antivento e di una fodera interna. L’imbottitura è assente o molto sottile, il cappuccio è spesso staccabile o a volte assente.

Parka per inverni miti.

Mi riferisco qui a quei luoghi in cui l’inverno si ha un po’ di neve e tanta umidità, e si va solo occasionalmente sotto lo zero.
In questi casi la shell del parka sarebbe meglio impermeabile, l’idrorepellenza potrebbe non bastare – ma dipende dalla piovosità del posto! – ed è necessaria un’imbottitura che isoli un po’ – senza raggiungere gli estremi dei piumini da spedizione.
Una cosa a cui spesso non si fa attenzione sono le tasche: freddo, umidità, neve, magari pioggia, rendono necessaria la presenza di una tasca impermeabile in cui tenere al sicuro cellulare, lettore, macchina fotografica ecc. Quindi occhio ai tessuti, alla posizione delle entrate, alle cuciture, alle zip.

Parka per l’himalaya.

Per andare all’estremo, considero i suggerimenti di una guida che conduce spedizioni sull’himalaya, la quale è ferrea su alcune caratteristiche dei parka da portarsi.
Il parka deve essere innanzitutto assolutamente antivento, essere in piumino di prima qualità (vedi pagina sul piumino) in modo che scaldi al massimo e l’umidità in eccesso traspiri all’esterno, avere la chiusura frontale con una zip bidirezionale e la linguetta antivento. Le tasche devono essere tante, chiudere col velcro e devono essercene due scaldamano laterali, con ingresso laterale e non superiore.
Il cappuccio deve essere dotato di cordoncino e pellicciotto staccabile – da avere anche sul collo – le maniche devono avere il polsino antivento all’interno. In vita deve esserci un cordoncino per stringere – torniamo a quanto detto prima sull’aria in eccesso – e il tessuto esterno deve essere resistente e antistrappo.

Il problema della pelliccia.

Ho fatto varie ricerche sul perchè, sempre e comunque, per le temperature più estreme è necessario che il pellicciotto attorno al collo e al cappuccio sia vero e non sintetico. Passino tutte le argomentazioni che spingono sull’andare ad oltranza con le pellicce sintetiche: di fatto, non possono offrire una protezione attorno alla testa uguale a quella offerta dal pellicciotto vero, perchè la condensa del respiro ghiaccia attorno alla faccia attaccandosi ai peli, e non si è ancora sviluppato – o non ne ho ancora trovato notizia, assieme a tanti altri – un pellicciotto sintetico dal quale il ghiaccio si stacca con una semplice scrollata, cosa che invece avviene con quello vero. Quindi andare con del pellicciotto sintetico attorno alla faccia comporterà molta difficoltà nello staccare il ghiaccio – e la rapida distruzione del pellicciotto stesso – mentre avere il pellicciotto vero permetterà di liberarsene passandoci la mano.

Le imbottiture dei parka. (Indice)

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Parka in piumino Patagonia Fiona, con imbottitura di prima qualità in piumino 800, esterno idrorepellente, zip in due direzioni. Offre un buon riscaldamento e una vestibilità aderente.

Elencare tutte le possibili imbottiture per un parka e le loro caratteristiche porterebbe fuori tema e prenderebbe molte pagine e molto tempo, ma è bene avere un’idea generale delle proprietà isolanti di quel che dobbiamo comprare. I singoli materiali saranno affrontati recensione per recensione.

Il piumino.

A mio parere, l’imbottitura dalle qualità migliori, in quanto la più leggera, la più traspirante, comprimibile e dal maggior potere isolante, è e rimane sempre il piuminio di alta qualità. Per approfondire, invito a leggere la pagina dedicata a i piumini, in cui affronto il tema nel dettaglio.

la lana.

La lana ha un limitato potere isolante, ma scalda bene anche se umida e traspira. In genere va bene per i parka da hiking o città.

Imbottiture sintetiche.

Ne esiste una quantità di tipi. Alcune imitano molto bene la pelliccia, più spesso cercano di imitare il piumino d’oca. In questo secondo caso qualcuno si avvicina a buoni risultati, ma per la maggior parte queste imbottiture risultano più imgombranti, perchè per isolare lo stesso tanto prendono più volume del piumino di qualità e sono poco comprimibili. Non significa che non siano spesso imbottiture di prima qualità, anzi! Un tipo di imbottitura molto usata che prende poco volume è il trinsulate, che ha un discreto potere isolante e traspira bene. Si tratta di una massa ben compatta di sottilissime fibre di Polietilene Tereftalato – ossia PET, le bottiglie di plastica – a volte con un’aggiunta in percentuale variabile di polipropilene, spesse appena 15 micron e quindi più fini delle comuni fibre di poliestere.
Vi sono poi il Primaloft e vari altri, che non ha senso trattare qui. L’importante è sapere che esistono varie alternative al piumino, che se raramente sono all’altezza del piumino migliore e più costoso permettono spesso un buon risparmio mantenendo un’ottima qualità e un eccellente potere isolante.

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