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Le Softshell

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Alpinismo Trekking Hiking Cosa sono Cosa non sono
Cosa fanno Cosa non fanno Utilizzi Cura delle Softshell Softshell Vs Hardshell
Hummel Corporate Classic, idrorepellente e traspirante. Su Amazon (click sull’immagine)

Cosa sono. (Torna all’indice)
Le softshell sono delle giacche per climi freddi e secchi, prepferibilmente sotto zero, dalla superficie esterna elastica, particolarmente adatte agli sport invernali e di neve, quali snowboard e scii, come pure bici, corsa, trekking giornalieri o di pochi giorni.
Le fibre esterne delle softshell sono in genere trattate con DWR e hanno spesso un certo grado di idrorepellenza. Caratteristiche di questo tipo di gacche è in genere una buona mobilità, comodità e una moderata capacià di riscaldare. Basta comunque dare uno sguardo alle recensioni per notare che le caratteristiche hanno grande variabilità da modello a modello, per non parlare da marchio a marchio. Una softshell per alpinismo sarà diversa sia da una softshel per hiking – o per trekking – sia da un’altra softshell per alpinismo. Tutte servono comunque a riparare dal vento e dal freddo permettendo di muoversi liberamente. Caratteristica dominante è quella di fare caldo e riparare dal vento mantenendo alti livelli di trapirabiltà. Se il capo è totalmente impermeabile e poco traspirante, difficilmente si tratta di una softshell. Più probabilmente sarà una hardshell (i giacconi tecnici impermeabili).

Cosa non sono. (Torna all’indice)
Le softshell, e chiarire questo è lo scopo principale di questo post, non sono giubbotti invernali, giacconi da trekking (anche se troviamo softshell da trekking, vedi la Kack Wolfskin Supersonic XT nella foto sotto), non sono giacconi survival o “woodvival”, e soprattutto non sono degli impermeabili, anche se a volte hanno un dignitoso grado di impermeabilità. Esistono softshell con cuciture nastrate e laminate con membrane varie, ma solitamente sono fortemente antivento, magari anche idrorepellenti, ma raramente impermeabili, perchè risulterebbero più rigide e meno pratiche.

Cosa fanno. (Torna all’indice)
Le hardshell riparano dal vento, dalle brevi e leggere pioggerelline e dai fiocchi di deboli nevicate, o quelli che cadono addosso sciando (per approfondire, vedi I tessuti tecnici e l’idrorepellenza), il tutto col vantaggio di tessuti traspiranti che le rendono soltamente ben più “breathable” delle hardshell. Sono un ottimo riparo per chi deve fare attività aerobiche sotto zero o in climi sopra lo zero ma comunque asciutti.

Cosa non fanno. (Torna all’indice)
Le softshell non riparano dalle intemperie, non tengono asciutti sotto gli acquazzoni e le tempeste di neve, non sono il capo adatto per i climi freddi e umidi, non sono la migliore scelta per starsene seduti tutto il tempo al fresco (vanno, ma se l’unica attività è quella un caldo giubbotto è molto meglio), non sono la giacchetta finale per ogni attività outdoor invernale esistente, solo pochi modelli sono abbastanza robusti da sopportare trekking fuori dall’alta montagna. Gli errori più comuni sono solitamente quattro:

  1. considerarle degli impermeabili;
  2. portarsele in escursioni dure o addirittura survival in giungle e boschi, magari anche per lunghi periodi;
  3. non averne cura e non pulirle;
  4. sceglerle in base all’estetica e non in base all’utilizzo che si deve farne.

Le conseguenze si possono riassumere in:

  1. infradiciarsi, e prendersela coi produttori;
  2. distruggerle, e prendersela coi produttori;
  3. vedere che i tessuti non sono più idrorepellenti, e prendersela coi produttori;
  4. trovarla scomoda, e prendersela coi produttori.
Marmot Kingpin, una delle poche softshell adatte ad alpinismo, trekking e attività aerobiche. Su eBay (click sull’immagine).

Riguardo all’ultimo punto, un piccolo esempio: comprare una softshell per hiking o città, usarla per alpinismo e lamentarsi che le tasche sono bloccate dalla cintura addominale dello zaino e il caschetto non sta dentro il cappuccio. Se le softshell da alpinismo hanno in genere le tasche alte, non è per grattare meglio le costole, e il cappuccio gigante… beh, qualche volta se lo “dimenticano” anche loro, va ammesso.

 

Utilizzi. (Torna all’indice)

  • Softshell da Alpinismo. Risponde alle esigenze di massima traspirabilità, mobilità e resistenza al vento, devono avere un sufficiente grado di idrorepellenza, essere molto avvolgenti e avere tessuti con una buona resistenza.
  • Softshell da trekking. Sono le più rare, in commercio se ne trovano poche (poco importa se lo si scrive nell’etichetta!). Devono avere la massima robustezza possibile, una maggiore impermeabilità/idrorepellenza rispetto alle softshell per alpinismo, essere antivento e avere una sufficiente traspirabilità.
  • Softshell da hiking. Devono offrire una alta traspirabilità e una buona mobilità.

Bisogna comunque tenere presente che esistono alcuni modelli – pochi, a dispetto di quanto molti dicono – veramente versatili e polivalenti, davvero ben concepiti e realizzati, utilizzabili in quasi tutte le attività.

Cura delle Softshell. (Torna all’indice)
Le softshell vanno innanzitutto tenute pulite per preservare il DWR, poi, quando iniziano ad “invecchiare”, è sufficiente rinnovare il DWR con prodotti impermebilizzanti efficaci ed economici come il Nikwax, che si trova (su Amazon, questo il link) e (su eBay, questo il link), che ripristinano l’idrorepellenza preservando la traspirabilità. Spiego approfonditamente queste cose nel post I tessuti tecnici e l’idrorepellenza, al punto La manutenzione dei capi idrorepellenti.

Softshell Vs Hardshell. (Torna all’indice)
Questo un breve riassunto.

Va da sé che se per ogni attività è possibile scegliere una softshell specifica, ancor più differenti saranno i casi in cui una hardshell sarà preferibile ad una softshell e viceversa.
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